Le scelte linguistiche all’interno di una famiglia multilingue possono essere affascinanti ma anche complesse. Uno scenario comune è quello di genitori che non condividono una lingua madre e invece usano una terza lingua non nativa (spesso l’inglese) come principale mezzo di comunicazione. A questo si aggiunge l’influenza della lingua maggioritaria del paese in cui vivono – per esempio il tedesco – rendendo il panorama linguistico ancora più articolato.
Come possono i genitori gestire questa situazione? Come possono assicurarsi che i loro figli sviluppino solide competenze in più lingue mantenendo al tempo stesso un legame emotivo con le lingue familiari?
La buona notizia è che, sebbene possa sembrare complicato, questa non è una situazione rara e ci sono strategie efficaci per affrontarla.

Il potere della connessione emotiva nell’apprendimento linguistico
Uno degli aspetti più importanti nella crescita di bambini e bambine bilingui è la connessione emotiva con una lingua. Nel mio libro Mamma, che lingua!, sottolineo che la lingua non è solo un insieme di parole, ma porta con sé identità culturale, emozioni e storia familiare. Per questo motivo, si consiglia spesso ai genitori di parlare la lingua con cui si sentono più a loro agio e in cui riescono ad esprimere meglio le proprie emozioni.
In una famiglia in cui entrambi i genitori parlano l’inglese come lingua comune non nativa, il bambino sarà naturalmente esposto a questa lingua. Tuttavia, se i genitori vogliono che il/la figlio/a sviluppi competenza anche nelle loro lingue madri, devono creare esposizione intenzionale a queste lingue.
Quale strategia linguistica funziona meglio?
Non esiste un’unica strategia perfetta, ma ecco alcune delle più comuni che le famiglie in questa situazione adottano:
1. Un genitore, una lingua (OPOL – One Parent, One Language)
Ogni genitore parla esclusivamente la propria lingua madre con il bambino, sia in casa che fuori, mentre l’inglese (o un’altra lingua condivisa) rimane la lingua comune della famiglia. Questo assicura al bambino un’esposizione forte e costante a entrambe le lingue dei genitori, mentre la lingua della comunità si sviluppa naturalmente.
🟢 Ideale per famiglie che vogliono mantenere un’esposizione linguistica chiara e ben definita.
🔴 Sfida: Richiede coerenza e costanza, e potrebbe ridurre l’esposizione alla lingua maggioritaria nei primi anni.
2. Lingua minoritaria a casa (ML@H – Minority Language at Home)
In casa si parlano solo le lingue minoritarie, anche se i genitori hanno lingue madri diverse. Per esempio, in una famiglia in cui un genitore parla spagnolo e l’altro italiano, entrambi evitano intenzionalmente di usare l’inglese in casa, riservandolo solo per le interazioni esterne. Questo massimizza l’esposizione alle lingue minoritarie, mentre la bambina impara la lingua maggioritaria (ad esempio il tedesco) naturalmente attraverso la scuola e la società.
🟢 Ideale per famiglie che vogliono garantire il mantenimento delle lingue di origine, soprattutto se non sono molto diffuse nel paese in cui vivono.
🔴 Sfida: Minore esposizione alla lingua maggioritaria potrebbe richiedere un supporto aggiuntivo (es. libri, attività sociali, scuola bilingue).
📌 Differenza chiave tra OPOL e ML@H:
- OPOL si basa sulla persona: ogni genitore parla sempre la propria lingua, indipendentemente dal luogo.
- ML@H si basa sul contesto: in casa si parlano solo le lingue di famiglia, mentre fuori si può passare ad altre lingue.
3. Multilinguismo flessibile
Questo approccio riconosce che le famiglie non sempre si adattano a modelli rigidi. I genitori potrebbero iniziare con OPOL, ma poi modificarlo in base alle necessità del/della bambino/a e alle dinamiche familiari.
🟢 Vantaggio: Permette di adattarsi man mano che il bambino cresce e cambiano le esigenze linguistiche.
🔴 Sfida: Serve comunque un certo livello di chiarezza per garantire un’esposizione adeguata a tutte le lingue.
Il ruolo dell’inglese come “lingua ponte”
Quando l’inglese è la lingua comune tra i genitori, i bambini la impareranno naturalmente, anche se non è la lingua madre dei genitori. La domanda chiave è: i genitori vogliono che l’inglese diventi una lingua forte per il loro bambino o preferiscono concentrarsi sulle lingue familiari?
Se l’inglese deve essere una lingua attiva nella famiglia, si può rafforzare attraverso:
📖 Lettura di libri e narrazione di storie.
🎶 Canzoni e giochi in inglese.
🗣 Conversazioni significative, evitando un’esposizione solo passiva.
🏫 Scuola internazionale o bilingue con l’inglese come lingua d’istruzione.
Se invece l’obiettivo è dare priorità alle lingue familiari, i genitori potrebbero limitare l’uso dell’inglese nelle interazioni con il bambino e massimizzare l’esposizione alle loro lingue madri.

Evitare gli errori più comuni
❌ 1. Paura della confusione linguistica
I bambini bilingui non si confondono tra le lingue, anche se le mescolano occasionalmente (il che è normale!).
📖 2. Trascurare la lettura e la scrittura nelle lingue minoritarie
Parlare una lingua non significa automaticamente saperla leggere e scrivere. Per sviluppare la literacy, è importante integrare libri, attività di scrittura e narrazione.
⌛ 3. Abbandonare troppo presto
L’apprendimento delle lingue è un processo lungo. Anche se inizialmente il/la bambino/a sembra resistere a parlare una lingua, esposizione costante e un legame emotivo positivo possono aiutarlo a recuperarla nel tempo.
Trovare il giusto equilibrio per la tua famiglia
Ogni famiglia multilingue è unica e non esiste un metodo giusto o sbagliato per crescere bambini bilingui. La chiave è trovare un equilibrio che rispecchi i valori e gli obiettivi linguistici della famiglia.
Se vuoi esplorare un approccio strutturato e su misura per il tuo percorso familiare, nel mio libro Mamma, che lingua! Multilinguismo: istruzioni per l’uso troverai strategie pratiche ed esempi di vita reale per affrontare l’educazione multilingue con sicurezza. 📖✨ Scoprilo qui sotto!

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Considerazioni finali
Crescere un bambino con più lingue quando i genitori parlano una lingua non nativa a casa può sembrare complesso, ma con una pianificazione attenta e costanza è assolutamente possibile.
Qual è la tua esperienza con il bilinguismo in famiglia?
Mi piacerebbe sentire la tua opinione!
Puoi contattarmi via email a info@karinmartin-linguist.com o su LinkedIn per una chiacchierata. 😊💬